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5 idee alternative per usare al meglio Google Moduli

Tutti gli strumenti di Google Workspace hanno una enorme versatilità. Chi li usa da tempo sa che, al di là delle funzioni principali per cui sono stati pensati, questi tools si prestano a tanti altri utilizzi e che, grazie alla creatività di quanti ogni giorno li usano, scopriamo sempre nuove possibilità per ottenere risultati più efficaci, gestire meglio il nostro lavoro o risparmiare tempo.

Ecco allora che in questo post voglio provare a condividere con voi 5 idee per usare a scuola Google Moduli, al di là della creazione dei quiz di cui già in altre occasioni ho parlato (ad esempio qui e qui). Eh sì perchè anche Google Moduli, con il quale in questi mesi ci siamo confrontati prevalentemente per la realizzazione di questionari di verifica da somministrare agli studenti, si presta a una serie di utilizzi alternativi che talvolta possono semplificare alcune operazioni quotidiane o rendere più coinvolgenti le nostre lezioni, in presenza o a distanza.

A ben vedere, in effetti, Google Moduli non nasce affatto come strumento per creare quiz. L’utilizzo iniziale di questo strumento, già presente da molti anni all’interno di G-Suite, serviva prevalentemente per la somministrazione di questionari al fine di raccogliere ed elaborare dati su larga scala, attraverso un meccanismo decisamente semplice di condivisione e di utilizzo. Chi creava un questionario per raccogliere determinate informazioni, ad esempio per una tesi universitaria o per motivi di ricerca, poteva agevolmente condividere il link del modulo via email tra i suoi contatti e ricevere, in pochissimo tempo, le risposte che desiderava, già rielaborate anche graficamente dalla piattaforma.

E, proprio riprendendo questa idea iniziale di Google Moduli come strumento per la raccolta dei dati, ecco alcuni miei spunti per le attività che possiamo realizzare in classe.

#1. Brainstorming e raccolta opinioni

Se un modulo è uno strumento per raccogliere dati, allora possiamo utilizzarlo per ricevere feedback da parte degli studenti rispetto a determinati argomenti proposti, magari quando dobbiamo dare avvio ad una condivisione e ci servono idee di base da cui partire (tipo brainstorming) oppure per raccogliere idee e opinioni rispetto a un determinato tema trattato.

Nel primo caso, il brainstorming, potremmo usare una domanda che preveda un risposta aperta, breve o lunga a seconda dei casi, oppure invitare i ragazzi a scrivere una parola o un pensiero a partire da un testo, da un’immagine, da un video, ecc. Grazie alle risposte ottenute l’insegnante, da un lato potrà rendersi conto con facilità delle idee degli studenti rispetto al tema proposto e, dall’altro, avrà tutti gli spunti per dare il via a una riflessione in classe.

Se poi vuoi visualizzare il risultato del brainsotming insieme ai tuoi studenti, magari realizzando una tag cloud, puoi esportare i risultati in una nuovo foglio di lavoro di Google Fogli e, successivamente, copiare e incollare le parole suggerite dagli studenti in uno strumento online gratuito e molto efficace come EdWordle.

Nel caso in cui, invece, vogliamo raccogliere opinioni o punti di vista, o magari misurare le idee della classe attorno a una certa questione, potrebbe essere più opportuno usare quesiti a risposta multipla oppure (meglio ancora) scale di valori che indichino quanto i ragazzi siano o non siano d’accordo con una certa affermazione. In fondo, il sistema del “mi piace” attraverso il click è un linguaggio decisamente conosciuto e usato e questa volta può tornare davvero utile al lavoro della classe. La forza di un indagine fatta in questo modo sta nella semplicità attraverso cui ciascuno può esprimere la propria opinione (se serve anche in forma anonima…) e nelle funzioni di rielaborazione grafica dei risultati offerte, di default, da Google Moduli.

A volte può anche capitare che questa raccolta di opinioni sia del tutto informale, magari collegata a un buon film o a una bella canzone. Possiamo, ad esempio, condividere il link del modulo semplicemente nello stream di Google Classroom e chiedere agli studenti di guardare il contenuto che gli abbiamo proposto e di condividere con il docente un pensiero o un’idea.

#2. Percorsi di studio e lezioni asincrone (anche per la flipped classroom)

La versatilità di Google Moduli permette certamente di utilizzare questo strumento anche per proporre agli studenti un vero e proprio percorso di studio o approfondimento su un certo argomento dei nostri programmi. Di questi tempi, in particolare, con Google Moduli possiamo pensare di realizzare una o più lezioni da assegnare agli studenti in modalità asincrona, in modo che possano apprendere i contenuti da casa, con un percorso articolato in più fasi, come presentato anche qui sul blog. Ciò è possibile, innanzitutto, perché Google Moduli permette di inserire, oltre alle domande, contenuti multimediali differenti con cui coinvolgere gli studenti.

In particolare, attraverso la barra laterale che compare vicino alle domande del modulo, possiamo inserire documenti di testo (utilizzando la funzione “Aggiungi titolo e descrizione”), immagini e, in questo senso, anche schemi, diagrammi, mappe mentali, infografiche e ogni altro documento in formato grafico, e video tratti da YouTube. Alternando quindi testi, immagini e video, a domande proposte in formati differenti (a volte potranno essere quesiti a risposta aperta, altre volte a scelta multipla o in altre modalità), sarà possibile proporre un percorso di studio ben costruito, in grado di fornire anche feedback costanti agli allievi.

Sfruttando, peraltro, il sistema delle sezioni, si può anche mettere in evidenza i vari passaggi del percorso di approfondimento, e utilizzare contenuti diversi in ciascuna sezione. Inoltre (forse non tutti lo sanno) all’interno dei testi presenti nel modulo è sempre possibile inserire link, semplicemente utilizzando l’indirizzo web completo del sito che si vuole raggiungere. In questo modo sarà possibile fornire agli studenti contenuti ulteriori su cui appoggiarsi per lo studio.

#3. Domande per avviare e concludere una lezione

Quante volte, all’inizio di una lezione, vorremmo conoscere quanto gli studenti già sanno di un determinato argomento o, magari, se hanno idee particolari su una certa questione? E, contemporaneamente, al termine dei nostri incontri, quante volte vorremmo verificare con un primo feedback se i ragazzi hanno compreso davvero quanto abbiamo appena spiegato? Ecco che, anche in questo, caso una o due semplici domande realizzate su Google Moduli e condivise direttamente in classe con gli studenti, può aiutare in modo estremamente veloce ed efficace. Anche perchè, lo sappiamo bene, se alla nostra consueta domanda “avete capito?” spesso non otteniamo risposte soddisfacenti, con una domanda diretta condivisa online, magari a risposta multipla, di cui possiamo conoscere immediatamente il risultato, siamo in grado di percepire con certezza il livello di comprensione raggiunto da ciascuno.

Ricorda, se il problema è condividere il link puoi mostrare sulla LIM un QR-Code che rimandi al Modulo di Google. Basterà incollare il link del modulo in un tool gratuito come QR Code Generator e inserire l’immagine ottenuta su una diapositiva. I ragazzi, semplicemente utilizzando il loro smartphone, potranno anche in classe raggiungere direttamente il questionario.

#4. Raccolta delle presenze e registrazione delle valutazioni

Anche se le operazioni di registrazione della frequenza e delle valutazioni sono ormai quasi sempre affidate ai registri elettronici, spesso può rivelarsi comodo e utile avere uno strumento più smart per effettuare tali operazioni, magari in modo completamente personalizzabile e in grado di restituire quelle rielaborazioni finali dei dati di cui spesso abbiamo bisogno. Ecco allora che, anche in questo caso, Google Moduli fa al caso nostro.

Con un modulo, infatti, è facilissimo costruire un sistema di registrazione della frequenza degli studenti, semplicemente indicando tra le domande la data, eventualmente la materia, e inserendo una griglia a scelta multipla in cui impostare, in ciascuna riga i nomi, degli studenti e, nella prima colonna, l’indicazione degli assenti della giornata.

Allo stesso modo, possiamo utilizzare un modulo per creare un registro delle valutazioni relative a un determinato compito, in modo da avere sempre a portata di mano tutto ciò che ci serve per ultimare le correzioni dei compiti e per tenere traccia dei risultati della classe e dei singoli allievi. Anche in questo caso, basterà creare un nuovo modulo e impostare tra le domande la data, il titolo del compito o l’argomento dell’interrogazione (attraverso un quesito a risposta breve) e una griglia, come la precedente, che associ a nomi degli alunni le valutazioni da 1 a 10 (o gli altri criteri che vogliamo utilizzare). In questo caso potremmo anche impostare una colonna denominata “assente” per registrare gli studenti che non hanno partecipato al compito e che, quindi, non possono essere valutati.

La forza di questi strumenti, dobbiamo dirlo, non risiede tanto nella possibilità di registrare agevolmente presenze e voti (cosa che, come detto, si può fare bene anche coi registri elettronici), ma soprattutto nella opportunità di rielaborazione dei dati, sia in automatico, sia in modo personalizzato, che si rende fattibile con Google Moduli. Visualizzando il riepilogo delle risposte, ad esempio, è possibile ottenere automaticamente tutte le valutazioni conseguite nel tempo dagli studenti; ma, sopratutto, esportando i dati in un foglio di calcolo di Google Fogli possiamo davvero personalizzare al massimo la nostra ricerca e realizzare, ad esempio, grafici che mostrano l’andamento delle valutazioni del singolo alunno nel corso del periodo scolastico.

Ancora una cosa: se usiamo spesso un dispositivo mobile potremmo aver bisogno di avere questi registri a portata di mano, proprio come se fossero app vere e proprie. Niente di più facile. Una volta aperto Google Chrome sul dispositivo e raggiunto il link del modulo (attenzione, non in modalità modifica, ma il modulo compilabile vero e proprio) basterà utilizzare la funzione “Aggiungi alla schermata Home”, presente nel menu in alto a destra. Scelto il nome del collegamento, apparirà l’icona insieme alle altre app che abbiamo sul tablet o sullo smartphone.

#5. Libri Game e Escape Room

Ultima idea: come molti docenti hanno potuto sperimentare in questi mesi, Google Moduli si presta benissimo a esperienze di gamification in classe e, in particolare per la realizzazione di rinnovati libri-game, in cui il lettore modifica la prosecuzione delle storia a seconda delle scelte che compie di volta in volta, o per costruire fantastiche escape room, attraverso cui proporre questionari ed enigmi didattici con l’obiettivo di “sbloccare” l’accesso ad un livello successivo o alla risoluzione finale di un caso.

Non mi dilungherò molto su questi esempi (in rete si trovano moltissimi tutorial su come costruire progetti didattici di questo genere), ma voglio però soffermarmi sulle due funzioni di Google Moduli che permettono tali possibilità.

La prima possibilità offerta da Google Moduli è il passaggio a sezioni specifiche del questionario a seconda delle risposte alle domande. Una volta suddiviso il modulo in sezioni, infatti, è possibile impostare il passaggio ad una sezione specifica in base alla risposta data. Ad esempio, rispondendo alla domanda con la prima opzione, il modulo potrebbe proseguire alla sezione successiva, mentre, scegliendo la seconda opzione lo studente potrebbe essere catapultato ad un’altra sezione. Compreso questo meccanismo, ecco che si aprono numerose possibilità, tra cui proprio quella del libro game. Basterà inserire un blocco di testo e poi proporre al lettore due alternative per proseguire la storia: a seconda della risposta, il modulo proseguirà in modo differente. La stessa idea, però, si può utilizzare anche in altri ambiti: perchè, ad esempio, non illustrare in questo stesso modo un esperimento scientifico? A seconda dei passaggi che vengono decisi si vedono le conseguenze che, talvolta, possono anche essere esplosive…

La seconda possibilità, invece, è la convalida dei dati. Si tratta di un’opzione meno conosciuta di quella presentata poco fa, legata in questo caso alle domande a risposta breve. In questo caso, infatti, è possibile autorizzare la prosecuzione del modulo solo a chi fornisce in modo esatto una risposta prestabilita che, in questo modo, funge un po’ da password per passare alla sezione successiva. L’applicazione pratica di questa possibilità è allora proprio l’escape room. Possiamo proporre agli studenti una vicenda o un caso da risolvere, fornire alcuni indizi e predisporre un questionario didattico su un determinato tema (meglio se a risposta multipla). Le lettere corrispondenti alle opzioni corrette del questionario saranno allora la password per accedere al livello successivo. Ma finchè gli studenti non avranno indovinato tutte le risposte nell’ordine corretto rimarranno bloccati!

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