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Non solo quiz: 4 idee per usare Google Moduli

Questo articolo è stato pubblicato sulla rivista online Dire Fare Insegnare. Se vuoi puoi leggerlo qui, insieme ad altri contenuti didattici molto interessanti.

In questo periodo praticamente tutti gli insegnanti hanno imparato a usare Google Moduli per fare questionari prove di verifica. Ma ci sono altri modi per utilizzare uno strumento come questo in classe? Ecco quattro idee per trasformare la didattica con Google Moduli e rendere più efficaci le nostre esperienze didattiche.

In questo anno tra DaD e DDI, un po’ tutti gli insegnanti, prima o poi, si sono imbattuti in un modulo di Google. Quando, soprattutto all’inizio, non si sapeva proprio come verificare che i ragazzi avessero imparato qualcosa dalle lezioni online, questo strumento è sembrato a molti il più efficace per proporre, a distanza, le modalità di verifica usate fino ad allora in classe.

Certo, ben presto, di questo approccio vennero fuori anche i limiti. La didattica a distanza, infatti, non permetteva di replicare online le stesse modalità che potevano essere adottate in presenza e, di conseguenza, il questionario puro e semplice, a risposta aperta o multipla che fosse, non riuscì a mostrare davvero quali conoscenze fossero state acquisite e quali competenze e abilità gli studenti avessero maturato.

Così, mentre pian piano la verifica tradizionale lasciava il posto a nuove forme di misurazione dei risultati, molti docenti hanno capito che Google Moduli era molto di più che un semplice generatore di quiz e hanno iniziato a sfruttarne la versatilità e le molte potenzialità per trovare soluzioni creative a problemi quotidiani.

Ecco allora quattro idee per trasformare questo strumento così noto e renderlo davvero significativo, in classe e per la produttività personale dei docenti e degli alunni.

#1. Appunti guidati

Un buon modo per usare i moduli di Google in classe è quello di assegnarli ai ragazzi insieme ad altre risorse (video, testi, ecc.) in modo che possano essere utilizzati per prendere appunti rispetto a un determinato argomento.

Quando, per esempio, chiedo ai miei studenti di guardare un video per il giorno successivo, posso inserire questo contenuto all’interno di un modulo a cui aggiungo alcune semplici domande-guida per fissare determinati aspetti del contenuto. In questo modo ottengo almeno due risultati immediati: la visione del video non è un’attività soltanto passiva, ma permette la mobilitazione di alcune competenze; allo stesso tempo, io ricevo un feedback immediato rispetto alla visualizzazione e alla comprensione del materiale assegnato.

Inoltre se ho impostato la raccolta obbligatoria delle email degli studenti e l’invio automatico della copia del modulo consegnato, i ragazzi riceveranno direttamente sulla loro casella di posta la copia degli appunti che avranno preso durante la visione del video, e potranno riutilizzarli nel tempo per studiare in autonomia.

#2. Iscrizione a lezioni e eventi online

I moduli di Google sono perfetti per gestire il processo di iscrizione a un evento online. Se, per esempio, con la classe stiamo organizzando un’iniziativa pubblica aperta alla città, magari su un particolare tema che abbiamo approfondito, possiamo creare dei moduli di iscrizione per i partecipanti davvero efficaci e professionali da condividere via email, sui canali social e con gli altri strumenti di comunicazione digitale.

Questo ci permetterà di raccogliere alcune informazioni sui partecipanti (ricordatevi, però, di rispettare sempre le norme sulla privacy), per mantenerci in contatto con loro, e anche di poter inviare comunicazioni periodiche e i materiali dell’incontro. Se l’evento è online, inoltre, possiamo inserire il link dell’incontro nel messaggio di conferma del modulo, così i partecipanti potranno visualizzarlo solo dopo aver concluso la compilazione.

#3. Peer evaluation

Spesso realizziamo progetti e presentazioni in classe per i quali, oltre al giudizio dell’insegnante vogliamo valutare i commenti da parte degli altri alunni. Questa può essere una buona pratica, attraverso la quale i ragazzi ricevono una serie di feedback non solo dal docente ma anche dai compagni, che possono giudicare un determinato lavoro a partire da alcuni criteri ben definiti.

Immaginiamo di chiedere ai ragazzi di svolgere una presentazione in classe su un progetto collaborativo che hanno realizzato. All’inizio della presentazione possiamo condividere con gli altri studenti un link a un modulo di Google, in cui abbiamo fissato alcuni criteri per valutare la presentazione, e chiedere loro di esprimere un giudizio (a seconda dei casi, in forma anonima o meno), sul lavoro degli altri. In modo molto semplice possiamo ottenere commenti significativi, anche da parte di coloro che a voce non sono propensi a esporsi.

#4. Caricamento dei materiali

Una delle funzioni poco conosciute e, di conseguenza, poco usate di Google Moduli è la possibilità di caricare materiali come risposta a una specifica domanda. Ecco allora che possiamo utilizzare il form per richiedere, per esempio agli studenti, di caricare un elaborato o altro materiale e metterlo così a disposizione degli insegnanti. Per la praticità di utilizzo, questa è una funzione molto interessante da usare in classe e non solo.

L’insegnante può impostare la tipologia di file da caricare o la dimensione massima autorizzata, e gli utenti non devono fare altro che rispondere al modulo per consegnare i materiali. Unica attenzione: i file vengono automaticamente caricati sul Google Drive del proprietario del modulo, in un’apposita cartella creata automaticamente; quindi, fate attenzione a come condividere il link del modulo.

Insomma, Google Moduli è uno strumento davvero versatile, da usare in classe o per la produttività personale e lo sviluppo professionale davvero in molti modi diversi. E sarà proprio la creatività con cui impareremo a gestire questi strumenti, la chiave di volta con cui trasformeremo davvero la nostra presenza in classe.

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