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7 idee per usare Wakelet in classe

Nel corso dell’ultimo anno abbiamo scoperto una varietà di strumenti in grado di supportare adeguatamente l’impegno di tanti insegnanti per la didattica a distanza. Alcuni di questi, però, grazie all’enorme versatilità che hanno mostrato e alla possibilità di essere usati in modo efficace in numerose situazioni differenti, si sono rivelati via via sempre più indispensabili per molti di noi e hanno saputo davvero trasformare il modo in cui organizziamo le nostre esperienze di apprendimento, in presenza e a distanza.

Uno di questi, è senza dubbio Wakelet che a prima vista sembra una normale piattaforma di archiviazione e condivisione di contenuti, ma che in realtà, con un po’ di pratica, si rivela adatto per numerosi utilizzi didattici (e non solo). Per questa ragione, voglio provare a mostrarvi alcune idee per utilizzare Wakelet a scuola, sia come risorsa personale a beneficio del nostro sviluppo professionale, sia come strumento di condivisione con gli studenti e di raccolta dei prodotti realizzati.

Prima di addentrarci, però, nel considerare i possibili utilizzi di Wakelet per la scuola, proviamo insieme a capire come funziona e quali possibilità offre agli utenti. Come accennavo poco fa, questo strumento è innanzi tutto una web app che permette di salvare contenuti di vari formati e di organizzarli in raccolte tematiche personalizzate. Una volta creato il vostro account (eventualmente anche collegandolo ai profili istituzionali di Google Workspace o simili), potrete accedere alla dashboard in cui iniziare a creare le vostre raccolte personalizzate. Dopo aver cliccato sul tasto “Crea una nuova raccolta”, potete inserire contenuti all’interno della raccolta stessa, come link a siti web, testi scritti, immagini, file Pdf, ma anche tweet, video da Flipgrid o da YouTube, o altri documenti caricati su Google Drive o su OneDrive di Microsoft.

La raccolta, quindi, potrà essere mantenuta privata, oppure condivisa tramite link o resa pubblica sul web, in modo che si possa trovare attraverso i normali motori di ricerca. Ma non solo. È anche possibile creare una raccolta collaborativa, a cui altri utenti possano accedere, non solo in visualizzazione ma anche in modifica. Per farlo, basta cliccare sul pulsante “Invita” in alto a destra e aggiungere gli account dei nostri collaboratori.

Ma attenzione: possiamo anche far collaborare persone che non hanno un account Wakelet (pensiamo ad esempio agli studenti), semplicemente condividendo il codice o il link generato in questa pagina. Inoltre, se ad un certo punto vogliamo interrompere la collaborazione con altri utenti, oppure bloccare la possibilità di intervento degli studenti sulla tua raccolta, possiamo eliminarli attraverso la sezione “Gestisci collaboratori”

Una delle risorse fondamentali per utilizzare al meglio Wakelet è senz’altro la sua estensione per browser (tipo Google Chrome) che permette di installare sul un semplice elemento a fianco della barra degli indirizzi in grado di aggiungere automaticamente un determinato contenuto a una delle nostre raccolte. In questo modo, quindi, ogni volta che navigando sul web incontreremo un contenuto interessante, dovremo semplicemente cliccare sull’icona di Wakelet in alto a destra del nostro browser e quello stesso contenuto verrà salvato in una delle nostre raccolte all’interno dell’applicazione.

Ora che abbiamo qualche idea in più sul funzionamento di Wakelet, vediamo insieme come utilizzarlo efficacemente in classe!

#1. Archiviare materiali utili per la scuola

Oggi più che mai è fondamentale archiviare costantemente contenuti interessanti da usare in classe in modo da poterli richiamare velocemente ogni volta in cui ne abbiamo bisogno. Più volte abbiamo detto che per preparare lezioni online, sincrone o asincrone, o per assegnare compiti attraverso le nostre piattaforme didattiche, possiamo sfruttare la ricca disponibilità di materiali multimediali presenti in rete. Quello che dobbiamo fare, in effetti, è semplicemente prendere la buona abitudine di salvare costantemente questi contenuti in una repository a cui possiamo accedere ogni volta che ne abbiamo bisogno.

A tutti, peraltro, capita di incrociare un articolo o un video utili per la scuola nel proprio tempo libero, magari mentre si sta leggendo un quotidiano online o sfogliando la home dei nostri social network preferiti. Wakelet, in tutti, questi casi rappresenta un valido supporto per archiviare in un lampo tutte queste risorse, raccogliendole insieme in un unico “luogo” virtuale, e classificandole a nostro piacimento secondo l’argomento a cui fanno riferimento o l’utilizzo che ne vogliamo fare. Come dicevo poco fa, se abbiamo installato l’estensione per browser, una volta visualizzato il contenuto che ci interessa, basterà cliccare sulla W azzurra che compare accanto alla barra degli indirizzi e questo verrà automaticamente salvato in una o più raccolte a nostra scelta.

#2. Creare e condividere lezioni online

Wakelet non è solo utile per raccogliere e classificare materiali ma può essere usato con grande efficacia come strumento online per organizzare e condividere lezioni online, sia in modo sincrono, che asincrono. Grazie al fatto che è possibile inserire contenuti in formati diversi, oltre che parti di testo scritto, possiamo in effetti elaborare lo schema di una lezione interamente attraverso questa piattaforma, da condividere poi coi i nostri studenti, semplicemente copiando il link e proponendolo, ad esempio, come materiale si Google Classroom (per farlo, ricorda però di impostare la visibilita della tua raccolta sul Wakelet o “Pubblica” o “Non in lista”).

In particolare, seguendo lo schema di elaborazione di una lezione asincrona che avevo già condiviso qui, possiamo riproporre ciascuno degli step del nostro percorso in una raccolta di Wakelet, come vi mostro in questo lavoro.

#3. Lavorare su progetti collaborativi e creare classi digitali

Come abbiamo visto, Wakelet permette di condividere le nostre raccolte con altri utenti, che possono quindi intervenire direttamente sui contenuti proposti, integrandoli e modificandoli a loro piacimento. Questo elemento, come si vede, permette di utilizzare l’applicazione anche in modo cooperativo, magari proprio all’interno di un’intera classe, o di un gruppo di lavoro, e di raccogliere in un unico luogo le idee e i contenuti di ciascuno dei nostri studenti. Potremo, ad esempio, assegnare un lavoro di ricerca ad alcuni gruppi di lavoro, creando delle raccolte condivise tra i membri dei singoli gruppi, in cui i vari componenti possano aggiungere i loro contenuti; oppure, possiamo anche semplicemente ideare una raccolta di classe in cui ciascuno possa inserire eventuali risorse trovate in rete, magari relative a un determinato argomento.

Come accennavo all’inizio, gli studenti possono accedere e modificare una raccolta anche se non hanno un loro account personale a Wakelet. Per farlo, sarà sufficiente che il docente condivida il codice o il link della raccolta con i ragazzi, ad esempio attraverso Google Classroom.

Volendo, però, si può fare anche di più… Wakelet, infatti, permette anche la creazione di spazi virtuali condivisi, cioè non solo di singole raccolte, ma di un determinato insieme di raccolte, con un gruppo predefinito di utenti. In questo modo, quindi, tutti gli utenti in questione, condivideranno l’intero insieme di raccolte presenti all’interno dello spazio di gruppo. Si tratta in effetti di un modo originale per creare delle classi digitali in cui raccogliere, ad esempio, tutti i lavori riferiti a una particolare materia o a un certo argomento di studio, dove docenti e allievi possono intervenire continuamente per tutta la durata del corso. Allo stesso modo, lo spazio condiviso potrebbe servire a un gruppo di docenti – magari che insegnano la stessa disciplina in classi diverse o per progetti multidisciplinari – per raccogliere tutti i contenuti e gli elaborati personali, riferiti a un determinato tema. In questo caso, tuttavia, è necessario che gli utenti che condividono uno spazio siano in possesso di un account personale di Wakelet, che però può essere creato semplicemente collegandolo a quello istituzionale.

#4. Assegnare e condividere compiti

L’idea di creare delle raccolte condivise, che abbiamo definito al punto precedente, può essere anche utilizzata per l’assegnazione e la consegna di compiti online. L’insegnante, infatti, potrebbe creare una raccolta in cui inserire il mandato del compito, da condividere con gli alunni, in modo tale che ciascuno possa in effetti riconsegnare il lavoro svolto proprio all’interno della raccolta stessa. Ecco qui un’idea…

A seconda del mandato di lavoro, gli studenti potranno quindi riconsegnare all’insegnante il loro lavoro, mediante fotografie e immagini, video su YouTube, file PDF o documenti condivisi da Google Drive e altro ancora. E tutti potranno visualizzare i lavori dei compagni, anche nell’ottica di creare un repertorio condiviso di esperienze e proposte per la classe.

#5. Favorire l’inclusione

Non posso parlare di Wakelet senza fare un cenno alla sua particolare predisposizione all’assistenza di ragazzi con difficoltà di apprendimento, in particolare legate alla lettura. Tutti i contenuti di testo condivisi su Wakelet, infatti, possono sfruttrare la modalità di lettura immersiva, ovvero possono essere aperti in su una pagina bianca che elimina dal testo banner e immagini varie che potrebbero distrarre l’utente durante la lettura. Ma non solo… Grazie alla lettura immersiva è possibile fare in modo che i ragazzi ascoltino il testo dell’articolo, evidenziato man mano che procede la lettura, grazie a una voce registrata che risulta essere di grande di supporto a quanti faticano a leggere in autonomia. Gli studenti, inoltre, mediante il menu che compare in alto a destra, potranno scegliere la dimensione dei font, il colore dello sfondo e del testo, la velocità di lettura, o l’evidenziazione di alcuni elementi grammaticali come sostantivi, verbi, aggettivi, ecc.. Inoltre, cliccando sulla maggior parte della parole del testo, potranno visualizzare un’immagine in grado di aiutarli nel comprenderne il significato.

#6. Imparare le lingue straniere

Seguendo quello che ho condiviso al punto precedente, possiamo pensare a Wakelet anche come un ottimo strumento per cimentarsi con le lingue straniere. Il fatto, ad esempio, che un articolo scritto in inglese o in francese possa essere letto con la lettura immersiva, anche evidenziando automaticamente sostantivi e verbi, potrebbe aiutare gli studenti ad apprendere la costruzione delle frasi e il significato delle parole a partire da articoli di giornali e riviste online.

Per questa ragione, consiglio agli insegnanti di lingue di creare raccolte condivise di materiali didattici di qualità, da assegnare ai ragazzi per migliorare contemporaneamente la comprensione del testo scritto e pronuncia delle parole straniere.

Se, invece, vogliamo usare testi in italiano, è comunque possibile attivare il traduttore automatico, per tradurre in altre lingue singole parole o l’intero documento e ascoltarne la pronuncia nell’idioma che abbiamo selezionato (questo, ad esempio, potrebbe facilitare la comprensione agli studenti stranieri delle nostre classi che non parlano ancora bene l’italiano e che possono comprendere istantaneamente la corrispondenza di una certa parola nella loro lingua d’origine).

#7. Pubblicare contenuti sul web

Ultima funzione che voglio condividere con voi, come spesso accade nei miei post, è la possibilità di utilizzare Wakelet come strumento per pubblicare e condividere contenuti sul web. In effetti, se consideriamo tutto quanto detto sinora, si vede subito che questa applicazione può essere usata anche come luogo per scrivere e pubblicare post multimediali, come se si trattasse di un vero blog. Anche questa risorsa, a mio avviso, è molto utile nella didattica perché permette agli studenti di rendere pubblico il frutto dei propri lavori, con estrema facilità. Come sempre, cerchiamo di incoraggiare gli studenti a realizzare prodotti originali e di qualità, da condividere in rete per arricchire costantemente il patrimonio di conoscenza condivisa.

Se hai voglia di seguire i contenuti che propongo o vuoi essere sempre aggiornato sulle ultime novità per gli insegnanti “digitali”, puoi iscriverti al blog o seguirmi su Instagram o sugli altri social. Oppure, ascolta il podcast “I consigli del prof”, disponibile sulle principali piattaforme di streaming.

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