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Valutare a distanza: idee e consigli per una valutazione efficace

Tra le difficoltà che gli insegnanti hanno sperimentato in questo ultimo anno trova un posto di rilievo la questione relativa alla valutazione degli studenti nella didattica a distanza o nella didattica mista: difficoltà che, da un lato, hanno riguardato l’impossibilità di replicare online le modalità tradizionali di misurazione dei risultati (test, interrogazioni orali, questionari, ecc…) e, dall’altro, la ricerca degli strumenti digitali più indicati per somministrare adeguatamente le prove di verifica.

Ogni volta, infatti, che abbiamo voluto misurare la conoscenza di un determinato contenuto da parte dei nostri studenti ci siamo trovati di fronte a una serie di ostacoli che, a distanza, sono sembrati insormontabili: suggeritori domestici, libri aperti posizionati fuori dall’inquadratura, risposte corrette che attraversavano i gruppi di WhatsApp, screenshot delle domande, inviati a parenti e amici, e molto altro. Tutto ciò che in classe potevamo controllare chiedendo di separare i banchi e rimuovere quaderni e appunti, a distanza non era più possibile. E questo, lo voglio chiarire da subito, non per assoluta scorrettezza dei ragazzi (francamente, spesso non mi sento di biasimarli se cercano un aiuto quando è possibile), ma piuttosto perchè, probabilmente, la modalità con la quale abbiamo tentato di valutarli non era adatta alla didattica a distanza.

Certo, a tutti, studenti compresi, è richiesto un atto maggiore di responsabilità in questo tempo. Ma altrettanto certamente non possiamo negare che ci sia qualcosa di sbagliato nel cercare di usare strumenti nuovi con vecchi sistemi. Molti insegnanti, durante i corsi di formazione, mi chiedono ad esempio quale sia lo strumento migliore per somministrare quiz a distanza (solitamente rispondo citando quello che ho scritto qui), ma la domanda, a questo punto, dovrebbe essere: ha senso somministrare un quiz a risposta multipla, oggi, che i ragazzi si trovano a rispondere ciascuno nella propria cameretta, avendo a disposizione tutti gli strumenti per ricercare velocemente le risposte corrette?

Con questo, intendiamoci, non voglio dire che tutto quanto è stato utilizzato negli anni per verificare la preparazione degli studenti sia adesso da buttare via. Ma, probabilmente, limitatamente alla didattica a distanza, possono essere adottate metodologie nuove, più efficaci, più eque e in grado di fornire una misura decisamente più veritiera della preparazione e della padronanza delle competenze da parte degli studenti.

Business people stand at clipboard with checklist Free Vector

Prima di addentrarci, però, nel dettaglio delle scelte che dobbiamo deciderci a compiere ricordiamoci tre presupposti che, per la valutazione, valgono sempre e che , oggi più che mai, diventano imprescindibili a distanza.

Primo: progetta la valutazione

La valutazione non si improvvisa, come nient’altro nella didattica. Quando progetti un’attività didattica, un modulo formativo o un’esperienza, in presenza o a distanza, una volta fissati i risultati di apprendimento attesi per gli studenti, decidi anche come intenderai misurare il loro raggiungimento. Questo al fine di mantenere sempre la coerenza tra l’obiettivo e la sua corretta misurazione. Diciamoci la verità: quante volte la verifica che somministriamo non misura adeguatamente ciò che volevamo proporre? Se, ad esempio, il risultato di apprendimento atteso, fissato da una maestra di scienze della scuola primaria, fosse che i bambini riconoscano le caratteristiche delle foglie degli alberi a partire dalla loro osservazione diretta, per la verifica la maestra dovrà già prevedere una modalità attraverso cui mostrare ai bambini le foglie degli alberi e chiedere loro di descriverne i caratteri principali. Viceversa, ad esempio, se la maestra interrogasse i bambini chiedendo loro semplicemente di elencare i diversi nomi delle foglie degli alberi e di indicare le loro caratteristiche, senza mostrare immagini reali o esempi concreti, questa verifica non misurerebbe affatto il raggiungimento del risultato di apprendimento atteso. Non sarebbe sbagliata, in assoluto: semplicemente non sarebbe adeguata alla valutazione richiesta.

Secondo: chiarisci i criteri di valutazione

Nella valutazione a distanza è quanto mai importante chiarire, sempre, i criteri che utilizzeremo per valutare gli elaborati e le prestazioni degli studenti. Quali aspetti saranno considerati per giudicare il lavoro? Quali fattori dovranno essere curati per prendere un bel voto? Quali elementi richiederanno maggiore attenzione durante l’elaborazione del compito? Considerando il fatto che l’insegnante non sarà sempre a disposizione in presenza per dialogare con gli studenti rispetto alle correzioni e alle valutazioni, è importante, ogni volta che si assegna un lavoro, esplicitare con chiarezza tutti i principi che verranno presi in considerazione per giudicare il lavoro svolto, in modo che sia costantemente chiaro al singolo studente cosa ci aspettiamo da lui e dal suo elaborato.

Grazie a questo lavoro di trasparenza sui criteri potremo raggiungere almeno due risultati: equità e motivazione. La correzione e la valutazione del compito assegnato, infatti, risulterà equa, in quanto era chiaro fin dall’inizio quali aspetti del lavoro svolto sarebbero stati valorizzati e come; allo stesso tempo, sapere in anticipo su cosa prestare particolare attenzione nello svolgere un compito motiva gli studenti a fare bene, in quanto conoscono su quali elementi far leva per provare a conquistare una valutazione positiva. La mancanza di queste accortezze nella didattica a distanza, invece, rischia spesso di condurre alla costante insoddisfazione e frustrazione che colpisce chi, pur svolgendo un determinato lavoro, non comprende quali siano le ragioni che non gli permettono di conseguire i risultati sperati.

Terzo: usa i criteri che hai indicato

Sarà banale, ma se abbiamo definito per bene i criteri di valutazione poi dobbiamo anche utilizzarli durante la correzione e per l’assegnazione del voto finale. Altrimenti rimangono soltanto parametri sulla carta che hanno guidato l’impegno dei ragazzi ma che, di fatto, non hanno condotto ad alcun risultato. La valutazione, sempre ma anche di più a distanza, ha bisogno di un certo rigore, che non significa essere imbrigliata entro guide troppo rigide, ma rispetto per il lavoro che è stato svolto. Per cui, è con i criteri che abbiamo definito ed esplicitato che dobbiamo valutare.

Group of people studying online. Free Vector

Se siamo, quindi, d’accordo su questi presupposti vediamo ora quali scelte metodologiche possiamo compiere per rendere la nostra valutazione a distanza più efficace, più equa e più vera. Anche in questo caso vi propongo tre idee che, sebbene magari non siano le uniche possibili, raccolgono bene a mio avviso le sfide che abbiamo davanti e permettono di superare gli ostacoli di cui abbiamo parlato finora. Si tratta, a ben vedere di tre veri e propri cambiamenti di rotta che, come tali, comportano anche alcune difficoltà. Per ora sarà importante avviare il processo di trasformazione; col tempo vedremo (e valuteremo) anche i risultati.

#1. Dalle conoscenze alle competenze

La didattica a distanza accelera senza dubbio la trasformazione dei sistemi di valutazione che hanno per oggetto quasi esclusivamente le conoscenze acquisite, verso strumenti in grado di misurare efficacemente la padronanza delle competenze degli studenti. Insomma, oggi più che mai, diventa oltremodo fondamentale verificare e valutare ciò che i ragazzi sanno fare, prima di ciò che sanno. Se, infatti, come si è detto all’inizio, sono tanti i modi in cui i nostri allievi possano risalire a una risposta corretta, semplicemente attraverso una ricerca in rete, più articolato è il processo con cui ciascuno tenta di raggiungere un determinato obiettivo attraverso la creazione di un prodotto in grado di mostrare la padronanza di alcune competenze acquisite.

Discussioni al posto delle interrogazioni, analisi e confronti al posto dei questionari, collegamenti tra discipline al posto di semplici ripetizioni a memoria: sono solo alcune delle possibilità che abbiamo per fare in modo che lo studente, anche a partire dalle risorse che ha disponibili (Internet, Wikipedia, libri di testo, suggeritori, ecc.) possa mostrare all’insegnante di padroneggiare un determinato argomento e di saper sfruttare alcune conoscenze per produrre un pensiero, un testo o un altro elaborato originale e creativo.

#2. Dal risultato al processo

La valutazione a distanza richiede che il docente presti attenzione non soltanto al risultato finale raggiunto dallo studente con il compito in classe, che conclude un determinato modulo didattico, ma alla strada che è stata percorsa per raggiungere quello stesso risultato. Proprio a causa delle difficoltà di valutare oggettivamente ciò che, da casa, non possiamo del tutto controllare, è bene osservare con attenzione e rigore tutto il percorso svolto dal ragazzo nel corso delle videolezioni, nello svolgimento delle lezioni asincrone, nelle attività miste di laboratorio fino all’esecuzione finale del compito in classe. Questa analisi ci permetterà di avere uno sguardo più completo sul percorso del singolo e di giungere a una valutazione finale fondata su una pluralità di aspetti considerati nel corso del tempo.

Per farlo servono almeno due condizioni: un sistema articolato e costante di feedback e un’estensione dei tradizionali criteri di valutazione. Rispetto ai feedback, il docente a distanza, in un’ottica di accompagnamento costante, e è chiamato a instaurare un meccanismo incessante di interazione con lo studente, fondato su uno scambio di consigli e giudizi volti al miglioramento dell’apprendimento. Per quanto riguarda i criteri, in questo tempo in particolare, dovremmo forse inserire tra i parametri per giudicare il lavoro degli studenti elementi come la puntualità, il rispetto delle scadenze fissate, la partecipazione attiva durante la videolezione, il rispetto costante dei mandati di lavoro, la correttezza mostrata nelle attività online, la netiquette, e molte altre cose simili.

#3. Da sommativa a formativa

Se avremo adottato le prime due scelte appena presentate, staremo probabilmente percorrendo la strada che ci porta pienamente al passaggio dalla valutazione sommativa, tipica della scuola tradizionale, verso una valutazione formativa che mette al centro lo studente e il suo operato. La valutazione formativa è la valutazione in itinere, che ha il compito di sostenere l’impegno dello studente attraverso un sistema costante di correzioni e rinforzi, volti a migliorare l’apprendimento individuale. Si tratta della valutazione che meglio si adatta in questo contesto attuale, perché ha come compito principale non tanto giungere a un giudizio finale, come invece è tipico della valutazione sommativa, ma di valorizzare ciò che lo studente sa, e sa fare, in ogni momento, per poco che sia.

Anche in questo caso, come già detto, risulta necessario investire sul sistema dei feedback, nell’ottica di accompagnare lo studente sostenendo e rinforzando ciò che ha appreso, e correggendo a poco a poco ciò che sbaglia. Certo, questo tipo di valutazione può apparire faticosa, perché richiede un intervento del docente fortemente personalizzato e ci costringe a svestire il ruolo di giudice per tornare ad essere prevalentemente educatori.

Se vuoi visualizzare un estratto delle slide che propongo alle scuole nei miei corsi sulla valutazione, clicca qui. Se vuoi metterti in contatto con me su questi temi, clicca qui.

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