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3 idee per educare al pensiero critico con Google Slides

Tutti sappiamo quanto la società in cui viviamo abbia bisogno di persone capaci di pensare criticamente. L’evoluzione dei sistemi di comunicazione, il proliferare di fonti di informazione non sempre attendibili, i meccanismi di funzionamento delle piattaforme social e delle cosiddette “bolle di filtraggio”, la difficoltà sempre crescente di sviluppare un’opinione e di argomentarla senza cadere nella trappola dell’insulto, sono solo alcuni dei temi caldi di questo tempo su cui anche la scuola deve certamente fare la sua parte. Quale che sia il grado scolastico in cui prestiamo servizio, non possiamo certamente più sottrarci al dovere di favorire il pensiero critico dei nostri studenti, così da far acquisire quelle competenze di cittadinanza che sono quanto mai urgenti e significative.

La scuola in presenza ha certamente dei progetti in questo senso. Penso al crescente uso della tecnica del “debate” come modalità di apprendimento, lo sforzo di organizzazioni come Parole_Ostili sull’uso consapevole del linguaggio in rete, o tutte le altre attività che mirano a stimolare il confronto delle opinioni tra gli studenti. Anche l’investimento nell’educazione civica, peraltro, può essere letto in quest’ottica, con la finalità di abilitare i ragazzi ad essere cittadini del tempo di oggi e di domani.

Certo, l’esperienza della distanza rende questo genere di attività talvolta più complicate, un po’ perché troviamo evidenti difficoltà nell’utilizzare gli strumenti informatici per queste finalità, ad esempio nella forma collaborativa, un po’ perché talvolta siamo portati a pensare che, per quanto importanti, oggi debbano essere messe in secondo piano rispetto ai contenuti ordinari del programma. E, invece, proprio in questo momento in cui anche l’esperienza scolastica è pervasa di digitale, è decisamente urgente stimolare i ragazzi a allargare il pensiero oltre lo schermo, alla riflessione personale, al confronto, al ripensamento quando serve, o a fare un passo indietro.

Proviamo allora quanto meno a condividere un modello da cui partire. A fornirci la base teorica di riferimento è addirittura la Graduate School of Education dell’Università di Harvard che propone ai docenti il Project Zero’s Thinking Routines Toolbox, ovvero una serie di proposte per gli insegnanti finalizzate ad abituare i ragazzi, giorno dopo giorno, a pensare criticamente attraverso processi di analisi, valutazione e discernimento.

La domanda a questo punto è: come fare per proporre queste routine di pensiero critico anche nelle lezioni a distanza? La risposta è semplice: con Google Slides. Ecco perchè, prendendo spunto da un lavoro proposto dalla ricercatrice americana Cathlin Tucker, vi propongo di seguito alcuni dei modelli di pensiero da cui partire e le slide già pronte per l’uso, che non dovrete fare altro che importare nei vostri account. Si tratta di una serie di attività tutto sommato semplici, che hanno però l’obiettivo aiutare i ragazzi a costruire una propria opinione su un tema proposto e a condividerla attraverso un sistema già preimpostato di slides. Basterà poi utilizzarle con la classe, condividendo il file con tutti gli studenti o caricandolo su Google Classroom e attivando l’opzione “tutti gli studenti possono modificare il file”.

Ricorda: spesso è difficile far intervenire gli studenti a voce durante la videolezione, mentre per iscritto si esprimono sempre più volentieri.

#1 Osservo, penso, domando

Questa routine è molto utile quando si vuole iniziare la lezione a partire da un’immagine o un video e si ha l’obiettivo di avviare una riflessione sul motivo per cui certe cose appaiono in una determinata maniera. Chiedi ai tuoi studenti di osservare con attenzione il contenuto visivo proposto e di riflettere sul significato di quello che vedono. A seconda dei casi può essere interessante provare a capire il perché di una determinata questione oppure il modo in cui si è arrivati ad una certa situazione. Sostieni gli studenti affinché motivino il loro pensiero e lo supportino con materiali di riferimento.

Queste prime attività andranno a completare le prime due colonne dello schema assegnato a ogni studente, che servirà poi per il confronto successivo. La terza parte dell’attività consiste poi nel pensare ad alcune domande che emergono in relazione al problema esaminato (alla luce della situazione che mi è stata proposta e della mia riflessione, quali domande mi sorgono, quali interrogativi mi pongo…). Si tratta di una fase fondamentale per stimolare la capacità di costruire un’opinione a partire dalla domande che di volta in volta ci facciamo su quello che ci circonda. Se vuoi utilizzare questa routine, vai al template.

#2 I punti di vista

Questa routine aiuta gli studenti a esplorare diverse prospettive su uno stesso argomento e ha lo scopo di mostrare che persone differenti possono assumere posizioni diverse rispetto al medesimo tema. Si adatta bene quando si vuole iniziare a riflettere intorno a questioni complesse o in tutti quei casi in cui gli studenti tendono a posizionarsi su opinioni diametralmente opposte, senza valutare le diverse sfaccettature che la realtà molto spesso offre.

L’insegnante, all’inizio della lezione, propone il tema della discussione, inserendolo nelle slide, insieme eventualmente ai riferimenti e ai materiali necessari. Ciascuno studente, quindi, compila la sua diapositiva, decidendo quale punto di vista vuole assumere, riproponendo l’argomento dal punto di vista considerato, e formulando una domanda alla classe a partire da quest’ultimo argomento. Se vuoi utilizzarlo vai al template.

#3 Una bussola per decidere

Terza routine per stimolare il pensiero dei ragazzi è la bussola per decidere. Prima di perderci in decisioni affrettate, infatti, possiamo provare a fissare alcuni punti cardinali su una bussola con l’obiettivo di orientare la scelta nel modo che riteniamo migliore. Ecco allora che in questo esempio abbiamo quattro domande a cui possiamo abituare gli studenti di fronte a una decisione: può essere indicata, ad esempio, per favorire le occasioni di orientamento verso le scelte future, ma anche per decidere quale comportamento assumere in determinate circostanze, o come reagire di fronte a una nuova proposta, in ambito scolastico, famigliare, ecc. Possono essere indicati anche altri usi didattici, tra cui la proposta agli studenti di mettersi nei panni di un personaggio di un determinato racconto, o nei panni di un protagonista di un evento storico selezionato. In tutti i casi ciò che importa è favorire occasioni di discernimento rispetto alle scelte che la vita pone di fronte.

L’insegnante ha quindi il compito di inserire la proposta nella prima slide, mentre i ragazzi potranno esprimersi liberamente nelle diapositive loro assegnate, rispondendo alle domande proposte. Anche in questo caso, se vuoi utilizzare questa proposta vai al template.

Prima di concludere, alcune raccomandazioni:

  1. Quello che è importante non sono tanto le attività in sé, quanto piuttosto il renderle un’abitudine. Sono, infatti, delle routine che come tali hanno bisogno di esercizio costante.
  2. Queste proposte hanno lo scopo principale di favorire la riflessione e il pensiero critico lavorando a distanza, ma possono diventare buone prassi anche in presenza, alternando attività da svolgere online con esperienze più “materiali” da proporre in presenza (ad esempio con un sistema di post-it in classe…)
  3. Se vi capita di dare un’occhiata al progetto Zero della Graduate school of edicatucation di Harvard troverete un sacco di altre proposte come queste. Se vorrete utilizzarle online, basterà predisporre un sistema di slides, proprio come ho fatto io.

Buon lavoro!

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