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Google Meet prepara il ritorno a settembre: nuove funzioni entro fine anno

Che l’esperienza con la didattica a distanza non sia finita con la chiusura dell’anno scolastico è la convinzione ormai assodata di molti docenti. In attesa di sapere se e come rientreremo in aula a settembre, è opinione condivisa che l’implementazione della tecnologia e di Internet nelle scuole italiane di ogni ordine e grado non si fermi qui, e che molte delle novità che abbiamo introdotto – non senza fatica – durante il lockdown continueranno a farci compagnia ancora per molto tempo.

Secondo i dati forniti da Google, oltre centoquaranta milioni tra studenti e insegnanti in tutto il mondo hanno utilizzato G-Suite per la gestione della didattica ai tempi del Coronavirus e si sono incontrati quasi quotidianamente attraverso Meet. Uno strumento, quest’ultimo, che forse all’inizio non era pronto per un utilizzo così massiccio in condizioni di emergenza, ma che col tempo ha mostrato una stabilità senza paragoni e l’implementazione di alcune funzioni che lo rendono sempre più interessante.

Nell’ottica di un utilizzo per la didattica sempre maggiore, Google ha deciso di proseguire lo sviluppo di Meet programmando, da qui alla fine del 2020, l’uscita di alcune nuove funzioni che risolvono, almeno in parte, alcune delle problematiche che tanti docenti avevano segnalato nel corso di questo tempo. Anticipate da Google sul blog ufficiale, vediamo insieme di cosa si tratta.

1. Controllo della partecipazione

Con i nuovi aggiornamenti verranno estese le modalità attraverso cui il docente potrà controllare la partecipazione degli studenti alle videolezioni. Innanzi tutto, se viene espulso da una videochiamata uno studente precedentemente autorizzato a partecipare, questo non potrà più rientrare, evitando così l’ingresso durante le lezioni di quei disturbatori “seriali” che alcune volte ci siamo trovati in aula. In linea generale, l’obiettivo sembra comunque quello di rendere il sistema di autorizzazione alla partecipazione più semplice per il docente. Quest’ultimo, inoltre, avrà anche la possibilità – come già previsto in altre piattaforme – di far terminare la riunione per tutti i partecipanti, facendo così in modo che nessuno studente rimanga connesso dopo l’uscita dell’insegnante. Sempre con riferimento alla sicurezza, verrà inserita un’opzione di default (eventualmente modificabile solo dagli amministratori di G-Suite nelle singole scuole) che blocca la partecipazione di utenti anonimi alle videochiamate, anche in questo caso con l’obiettivo di evitare l’intrusione di soggetti esterni che non hanno nulla a che fare con la lezione in corso.

2. Sfondi e privacy

Con la didattica a distanza la scuola è davvero entrata nelle nostre case e questo, diciamolo pure, ha un po’ violato i nostri spazi personali e quelli dei nostri studenti, che forse non sempre avevano piacere di mettere in mostra la propria camera o gli altri ambienti di casa. Altre piattaforme già da tempo permettevano di offuscare lo sfondo rendendo, da un lato, più evidente il volto dei partecipanti e, dall’altro, meno visibili le cose che apparivano in secondo piano (Skype, ad esempio, già da tempo permette questa possibilità). Ecco allora che anche Meet risponderà a questa esigenza attraverso una nuova funzione che permetterà di sostituire lo sfondo scegliendo tra immagini predefinite o caricate direttamente dall’utilizzatore.

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immagine blog.google

3. Nuove funzioni per il moderatore

Entro fine anno, inoltre, verranno rilasciati aggiornamenti che estenderanno le possibilità per il docente moderatore della lezione che potrà, fra le altre cose, disattivare automaticamente il microfono di tutti i partecipanti, disabilitare la chat in alcuni momenti della videolezione, nonchè la possibilità di attivare la riunione solo dopo che il moderatore stesso abbia fatto l’accesso alla piattaforma. Insomma, come si è visto, il docente avrà, finalmente, il pieno controllo degli accessi e degli interventi dutante la videochiamata, potendo evitare così espisodi – talvolta anche spiacevoli – che si sono verificati in questi mesi.

4. Modalità di coinvolgimento e interazione

Non saranno soltanto le opzioni di sicurezza ad essere implementate con i nuovi aggiornamenti di Meet. Molto lavoro in questo tempo è stato portato avanti anche per migliorare il coinvolgimento e la dinamica collaborativa dei partecipanti, che sono poi aspetti chiave dell’esperienza con la Google Suite for Education. In quest’ottica verrà inserita una funzione per “alzare la mano”, a disposizione degli studenti che vorranno intervenire durante la lezione, e una lavagna collaborativa su cui docente e studenti potranno intervenire in modo condiviso (evitando così il passaggio attraverso Jamboard o altre soluzioni di terze parti che abbiamo usato fino a oggi).

Anche dal punto di vista del layout cambieranno alcune cose e in particolare verrà potenziata la funzione griglia, permettendo la visualizzazione contemporanea fino a 49 persone. Metteremo definitivamente in pensione Meet Grid View? Vedremo…

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immagine blog.google

Insomma, una cosa è certa: l’intenzione di Google è di non mollare la presa rispetto alle potenzialità delle attività a distanza. E se è vero, anzi verissimo, che la didattica in presenza è un’altra cosa e che ci sono attività per le quali la distanza è un grosso limite, migliorare l’esperienza di apprendimento con Google Meet non può che far bene a quanti di noi ancora, chissà per quanto tempo, si troveranno volenti o nolenti a fare i conti con questo strumento. E chissà che, alla fine, la scuola italiana non cambi davvero..

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