Categorie
Approfondimenti Scuola

La memoria nell’era digitale

In questi giorni abbiamo celebrato, a scuola e non solo, la Giornata della Memoria che ormai da molti anni ci consente di fermarci, almeno per un giorno, e ricordare il dramma e il dolore di quanti sono passati per le atrocità naziste dei campi di sterminio.

L’occasione però è interessante anche per riflettere sul valore che oggi diamo al concetto stesso di memoria e sul ruolo che il nostro ricordare ha nella vita di tutti i giorni.

A pensarci bene, infatti, da molto tempo ormai abbiamo delegato almeno una parte della nostra memoria a strumenti tecnologici in grado di custodire, anche con grande efficienza informazioni, appunti, fotografie e altri ricordi a cui possiamo accedere con grande facilità, spesso in mobilità o comunque non necessariamente attraverso strumenti fisici. Talvolta ciò accade anche senza che ce ne rendiamo conto, per cui le nostre foto, i nostri messaggi o i contatti della rubrica sono automaticamente memorizzati con strumenti di archiviazione e di backup che provano a garantirci la sicurezza di non perdere per strada le informazioni che abbiamo raccolto nelle nostre giornate. Intendiamoci bene: io non sono contrario alla memorizzazione dei dati con gli strumenti tecnologici, cloud in particolare (probabilmente non sarei più in grado di svolgere il mio lavoro senza Google Drive…); sono però fermamente convinto che sia necessario maturare una certa consapevolezza dei cambiamenti che queste possibilità tecnologiche portano con sè.

Anche la scelta del dispositivo da acquistare è determinata spesso dalla capacità di archiviazione di cui tali strumenti dispongono e il relativo prezzo è fortemente influenzato da questo fattore. Per non parlare poi delle possibilità, gratuite o a pagamento, che abbiamo di utilizzare spazi web per la memorizzazione, dei servizi di hosting web, ecc.

Insomma, una parte delle cose che potremmo ricordare a memoria, e che probabilmente un tempo ricordavamo, oggi sono custodite da strumenti e applicativi molto potenti che immagazzinano informazioni con grande velocità. Proviamo a rispondere a questa domanda: quanti numeri di telefono conosciamo a memoria? Due, tre, qualcuno magari quattro o cinque ma mediamente non molti di più. C’è chi lo fa per noi, è evidente. Quando è nato Alessandro Manzoni? Quali sono le province del Piemonte? Quando è entrata in vigore la Costituzione italiana? Se non lo sappiamo a memoria, lo digitiamo su un motore di ricerca ed ecco che, probabilmente grazie a Wikipedia, riceviamo la risposta in un battibaleno.

Immagine correlata

E allora, che senso ha ricordare? Perché ci ostiniamo a celebrare giornate in cui riproponiamo eventi passati, ai quali potremmo liberamente avere accesso grazie alla tecnologia? Se da un lato stimolare la nostra memoria può avere senso per non addormentare il cervello di cui siamo dotati, credo che il significato più ampio di queste occasioni sia un altro. Ricordare eventi, storie e volti che sono stati significativi per noi o per l’umanità intera, lasciarci provocare talvolta dall’emozione che portano con sé, ci permette di arricchire la nostra conoscenza di fatti e vite che, una volta immagazzinati nei cassetti della memoria, potranno diventare criteri di scelta e di azione per il presente e il futuro che ci attende. Solo grazie alla conoscenza ho gli strumenti per leggere la realtà che mi circonda e scegliere come comportarmi, da che parte stare, a cosa dire sì e a cosa, invece dire no.

Lo diceva Primo Levi: “Forse, quanto è avvenuto non si può comprendere, anzi non si deve comprendere, perché comprendere è quasi giustificare. Mi spiego: ‘comprendere’ un proponimento o un comportamento umano significa (anche etimologicamente) contenerlo, contenerne l’autore, mettersi al suo posto, identificarsi con lui…Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può ritornare, le coscienze possono nuovamente essere sedotte ed oscurate: anche le nostre“. Memoria e conoscenza sono strettamente collegate. Se imparo a memorizzare la mia conoscenza si arricchisce e più consapevolmente proverò a scegliere per la mia vita e per quella di chi mi circonda. E se fatico a ricordare, ben vengano occasioni in cui vengo stimolato a farlo.

Una cosa è certa. Oggi più che mai abbiamo bisogno di conoscere. Forse potremmo anche fare a meno di memorizzare dati e date con precisione, ma di certo ci servono strumenti per orientare il nostro quotidiano, riducendo il rischio di essere manipolati da chi, sfruttando la nostra “ignoranza”, va in cerca del proprio tornaconto personale.

Ricordare per conoscere. Conoscere per scegliere. Scegliere per agire.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...